Siamo tutti dei nevrotici compensati. Ognuno ha la sua nevrosi con cui convive. Come un rumore di fondo essa ci accompagna durante la nostra routine quotidiana, sappiamo che c'è qualcosa che non va, ma pensiamo che in fin dei conti possiamo tirare avanti finché dura.

L'esempio appena fatto ci riporta ad un altro elemento importante della nevrosi: la realtà si allinea con i nostri pensieri. Quindi l'esame ci andrà male, il cane ci abbaierà dietro, nonostante tutta la nostra attenzione commetteremo l'errore fatale, l'ascensore si bloccherà. I pensieri nevrotici distorcono la realtà e la rendono un terreno fertile affinché essi possano continuare ad esistere. La coazione a ripetere, di memoria freudiana, non è altro che questo: un circolo vizioso che si è creato tra i nostri pensieri e la realtà. La risposta che normalmente si dà a questa situazione è la compensazione, cioè mettiamo delle toppe dove servono. Se ho paura dell'ascensore non lo prendo, se ho paura della gente la evito, se ho paura di prendere decisioni non le prendo, se ho paura delle sorprese della vita le evito. Ma questo funziona fino a quando la realtà c'è lo permette.
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